Lettera agli aderenti


Una lettera di adesione
che esprime bene il senso del nostro lavoro

Leggendo questa notte una e-mail di un compagno, ho saputo di questo fondamentale progetto e sono subito entrato nel sito. Come comunista sono sempre stato convinto che la demistificazione della "criminalizzazione" del compagno Stalin sia un aspetto decisivo della lotta di classe e per una convinta ripresa unitaria del movimento comunista internazionale e del suo partito. Molti compagni, non intellettualoidi arrivisti e trasformisti, ma vittime inconsapevoli della martellante campagna diffamatoria del grande georgiano che si conquistano l'esistenza col duro lavoro quotidiano, hanno persino timore di pronunciare il nome di Stalin, per non sentirsi emarginati o implicitamente complici.

Ricercare la verità, documentare e pubblicizzare che il disegno di "criminalizzazione" è stato concepito e realizzato come prima e determinante tappa di un percorso finalizzato alla sconfitta dell'ottobre rosso e della sue rivoluzionarie conquiste come gli avvenimenti storici dimostrano, è un grande e difficile lavoro politico che non è mai stato fatto in maniera organica e politicamente finalizzata.

Offro la mia adesione convinta all'Associazione, anche se non ho strumenti per un contributo di merito. Se li avessi avuti, lo avrei già dato. Sono un ex operaio della terra prima, della fabbrica poi e infine del pubblico impiego che ha dedicato tanta parte della sua vita alla militanza di base nel disciolto PCI. Mi rendo disponibile per quel che posso. Sicuramente arricchirmi culturalmente ed attrezzarmi politicamente con lo sviluppo del sito per meglio spendere il mio quotidiano impegno di controinformazione.

M. M.


Ai compagni e alle compagne
aderenti all'Associazione Stalin


L'impegno che ci siamo presi di costituire l'Associazione ha avuto un buon riscontro nelle adesioni.

Adesso dobbiamo passare dalla proposta allo sviluppo del progetto. Da parte nostra abbiamo già incominciato, pubblicando alcuni testi di Stalin alla vigilia dell'insurrezione con commenti di attualizzazione delle posizioni ivi espresse [vedi Strumenti n. 1]. Così continueremo il nostro percorso fino al 1953 e oltre. Per 'oltre' intendiamo lo sviluppo della controrivoluzione kruscioviana e le ragioni di quella svolta.

Sul lavoro che abbiamo impostato e sul programma ci attendiamo il giudizio dei nostri associati e soprattutto suggerimenti e collaborazioni. Sulle collaborazioni, dobbiamo essere espliciti. Quando si parla di impegno comune nella lotta all'anticomunismo non possiamo pensare che esso possa essere condotto da alcuni volonterosi e basta. Seppure pensiamo che le vicende storiche ci abbiano messo in enorme difficoltà, la ripresa delle nostre posizioni e l'incidenza sul dibattito storico, politico e culturale non può che essere frutto di uno sforzo collettivo.

Una lettera che ci incoraggia
a continuare nel lavoro intrapreso

Buongiorno compagni. Mi chiamo Marco e sono un operaio metalmeccanico. Sono comunista e quindi necessariamente stalinista perché ritengo che non ci si possa dichiarare comunisti se non si difende l' operato del compagno Stalin, del partito bolscevico e del proletariato russo. Criticare questa esperienza basandosi sulle tesi dell' ideologia borghese significa di fatto accettare l'ordine capitalistico e rinnegare l'unica esperienza vincente di abbattimento dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo: e' ciò che fanno tassativamente falsi comunisti e pseudo rivoluzionari piccolo borghesi che vorrebbero rinnovare il marxismo.

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Questo deve essere rivolto a nostro parere, per quanto riguarda l'Associazione, in due direzioni. Da una parte stabilendo legami con compagne e compagni che hanno il nostro stesso orientamento e dall'altra uscendo dal nostro ambito tradizionale e affrontando il lavoro nel mare aperto dello scontro con gli anticomunisti, in particolare quelli di sinistra.

Come procedere in questo lavoro? Due le proposte operative che sottoponiamo al vaglio degli associati. La prima è quella di istituire dei punti di corrispondenza, una sorta di agenzie di corrispondenza che sollecitino i contatti e le collaborazioni in sede locale. La seconda è quella di avviare il lavoro attraverso i contatti on-line, come è già avvenuto a Napoli col circolo aderente all'Associazione.

Sappiamo che non è facile portare avanti il lavoro, ma uscire dalle chiacchiere e andare al concreto è il vero salto di qualità che ci attendiamo.

Luciano Bronzi
Segretario Associazione Stalin