L'Associazione


La rivoluzione
e gli anni di Stalin


Il ruolo dell'Internazionale comunista nella storia

1. L'assalto al cielo

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Premessa

I comunisti sono abituati a celebrare la rivoluzione d'ottobre, e anche nel 100° anniversario la tradizione è stata rispettata. Di solito però si parla assai meno di ciò che è avvenuto un anno e mezzo più tardi, nel marzo del 1919, con la fondazione dell'Internazionale comunista, eppure la Terza Internazionale ha rappresentato un progetto di organizzazione del movimento comunista con cui l'imperialismo e le classi sfruttatrici hanno dovuto fare i conti per molti decenni in tutto il mondo. Non solo rivoluzione russa dunque ma, sin dall'inizio, collegamento di questa rivoluzione con un movimento che in tutto il mondo si misurava con il ciclo di guerre e di situazioni rivoluzionarie che le contraddizioni interimperialistiche avevano innescato.

Già prima dell'ottobre russo, con lo scatenamento della guerra mondiale, era sorta la necessità di organizzare i partiti o i gruppi che avevano rotto con la seconda internazionale e si ponevano in modo rivoluzionario i compiti storici che la situazione richiedeva. Nel novembre del 1914, a soli tre mesi dallo scoppio della guerra, Lenin sosteneva che: "nell'ultimo terzo del secolo XIX e all'inizio del XX secolo la Seconda Internazionale ha compiuto la sua parte di utile lavoro preparatorio di organizzazione delle masse proletarie nel lungo periodo 'pacifico'... alla Terza Internazionale spetta il compito di organizzare le forze del proletariato per l'assalto rivoluzionario contro i governi capitalistici, per la guerra civile contro la borghesia di tutti i paesi, per il potere politico, per la vittoria del socialismo". La stessa esigenza viene da lui ribadita nel maggio-giugno 1915 nello scritto "Il fallimento della Seconda Internazionale" ed è richiamata perentoriamente nelle Tesi di Aprile.

Quella dei comunisti non era certo solo una separazione ideologica o teorica, era un rovesciamento della prassi che aveva caratterizzato il periodo della Seconda internazionale ed era resa necessaria e urgente dai moti rivoluzionari che dilagavano in molti paesi. Lenin aveva determinato questa separazione in Russia rompendo con l'ala menscevica, ma la separazione diventava il punto di appoggio di un processo mondiale coscientemente determinato.

Il 24 gennaio 1919 la Pravda pubblica il testo di un appello, (che riportiamo [qui]) per la convocazione di un congresso internazionale dei partiti proletari rivoluzionari. Da questo primo congresso scaturisce una piattaforma (4 marzo 1919, [qui]), in cui si sostiene che "l'epoca rivoluzionaria esige dal proletariato l'uso di sistemi di lotta capaci di concentrare tutta la sua energia, come l'azione delle masse, fino alla sua estrema, logica conseguenza: l'urto diretto, la guerra dichiarata con la macchina statale borghese".

Non solo la rivoluzione russa, dunque, ma sviluppo della rivoluzione in tutti i paesi investiti dalla guerra interimperialistica e appello al sostegno dei popoli sfruttati delle colonie nella loro lotta contro l'imperialismo, per favorire il crollo definitivo del sistema imperialistico mondiale.

Da qui parte l'assalto al cielo e si definisce il ciclo delle lotte rivoluzionarie che caratterizzeranno l'azione dei comunisti nel mondo, a cominciare dagli avvenimenti che si succedevano nel cuore dell'Europa, a cui accenniamo riportando alcune prese di posizione dell'Internazionale: sulla rivoluzione vittoriosa in Ungheria e la necessità di mobilitazione in sua difesa (appello del 28 marzo 1919, [qui]), sulla Repubblica Sovietica instaurata in Baviera (lettera dell'aprile 1920 [qui]), sulla guerra civile in Germania (Manifesto del 25 marzo 1920 del Comitato Esecutivo sugli avvenimenti tedeschi dopo il putsch di Kapp, [qui]).

Il congresso fondativo dell'Internazionale del marzo 1919, con l'apporto decisivo dei protagonisti della rivoluzione d'ottobre e dei partiti comunisti che si erano nel frattempo costituiti in molti paesi, rispondeva così concretamente alle scelte che erano state compiute o si andavano compiendo a livello internazionale e in particolare in Europa. Il leninismo passava, non solo in Russia, dalle analisi alla lotta rivoluzionaria che avrebbe deviato il corso della storia del XX secolo obbligando le borghesie occidentali e i loro agenti dei regimi coloniali a misurarsi con la grande forza che andava crescendo.

Siamo purtroppo abituati a subire, a proposito dell'Internazionale comunista, una vulgata storica che ci racconta di un fallimento del progetto originario, fino alla conclusione amministrativa dello scioglimento nel 1943, in piena guerra mondiale. Ma non è questa la chiave di lettura corretta. Lasciamo alla ricostruzione storica i singoli passaggi che hanno attirato l'attenzione di studiosi come Aldo Agosti ("La Terza Internazionale - Storia documentaria") in modo sostanzialmente corretto, anche se in un solco tracciato dalle polemiche antistaliniste. Cerchiamo invece di guardare all'essenziale di quella che è stata la più grande avventura rivoluzionaria che la storia umana abbia mai conosciuto. A questo proposito, poco dopo il congresso di fondazione del marzo 1919, Lenin sottolineò ("La Terza Internazionale e il suo posto nella storia", 15 aprile 1919) che con l'Internazionale si apriva una nuova epoca. Questo è l'essenziale per comprendere ciò che è avvenuto nel marzo 1919: la Terza internazionale ha messo in moto, dall'Europa alla Cina, una grande massa di sfruttati che, sotto la direzione dei comunisti raccolti da questa organizzazione, hanno portato avanti quell'assalto al cielo che ha caratterizzato il XX secolo.