II
DISACCORDI CIRCA LE QUESTIONI
DELL'INTERNAZIONALE COMUNISTA

Ho già detto che Bukharin non vede e non capisce i nuovi compiti dell'Internazionale comunista, che consistono nell'eliminare i destri dai partiti comunisti, nel debellare i conciliatori e nell'epurare i partiti comunisti dalle tradizioni socialdemocratiche; nuovi compiti, che ci sono dettati dal maturare delle condizioni di una nuova ondata rivoluzionaria. Questa tesi è stata pienamente confermata dai nostri disaccordi circa le questioni dell'Internazionale comunista.

Da che cosa sono incominciati i nostri disaccordi in questo campo? Si è incominciato con le tesi sulla situazione internazionale presentate da Bukharin al VI Congresso. Di solito le tesi venivano esaminate previamente in seno alla delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. In questo caso, però, questa condizione non venne osservata e accadde che le tesi, firmate da Bukharin, vennero inviate contemporaneamente alla delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. e alle delegazioni al VI Congresso dei partiti comunisti fratelli. Ora, le tesi apparvero insoddisfacenti in parecchi punti. La delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. dovette apportare alle tesi circa 20 emendamenti.

Questo fatto mise Bukharin in una situazione alquanto imbarazzante. Ma di chi è la colpa? Che bisogno aveva Bukharin di distribuire le tesi alle delegazioni dei partiti fratelli prima che fossero state esaminate dalla delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S.? Poteva la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. non fare degli emendamenti, se le tesi risultavano insoddisfacenti? E avvenne che la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. presentò, in sostanza, delle nuove tesi sulla situazione internazionale, tesi che le delegazioni dei partili fratelli incominciarono a contrapporre alle vecchie tesi firmate da Bukharin. È chiaro che non si sarebbe creata questa situazione imbarazzante se Bukharin non si fosse troppo affrettato a inviare le sue tesi alle delegazioni dei partiti fratelli.

Vorrei richiamare l'attenzione su quattro emendamenti fondamentali apportati alle tesi di Bukharin dalla delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. Vorrei richiamare l'attenzione su questi emendamenti fondamentali per mostrare più chiaramente il carattere dei disaccordi circa le questioni dell'Internazionale comunista.

La prima questione riguarda il carattere della stabilizzazione del capitalismo. Dalle tesi di Bukharin risultava che nel momento attuale non c'è niente di nuovo che scuota la stabilizzazione del capitalismo, che, al contrario, il capitalismo si sta ricostruendo e che la sua situazione è, in sostanza, più o meno solida. E chiaro che con tale caratteristica del cosiddetto terzo periodo, del periodo, cioè, che stiamo attraversando ora, la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. non poteva dichiararsi d'accordo. Essa non poteva dichiararsi d'accordo perchè mantenendo tale caratteristica del terzo periodo si sarebbe permesso ai nostri critici di dire che ci poniamo dal punto di vista del cosiddetto «risanamento» del capitalismo, cioè dal punto di vista di Hilferding, punto di vista che noi, comunisti, non possiamo accettare. Perciò la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. propose un emendamento, da cui risulta che la stabilizzazione del capitalismo non è solida e non può esserlo, che essa e e continuerà ad essere scossa nel corso degli avvenimenti, dato l'aggravarsi della crisi del capitalismo mondiale. Questa questione, compagni, ha un'importanza decisiva per le sezioni dell'Internazionale comunista. Si sfascia o si consolida la stabilizzazione del capitalismo? Da questo dipende tutto l'orientamento dei partiti comunisti nel loro lavoro politico quotidiano. Stiamo noi attraversando un periodo di declino del movimento rivoluzionario, un periodo di semplice raggruppamento delle forze, oppure stiamo attraversando un periodo in cui maturano le condizioni di una nuova ascesa rivoluzionaria, un periodo di preparazione della classe operaia alle prossime battaglie di classe? Da questo dipende la posizione tattica dei partiti comunisti. L'emendamento apportato dalla delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S., accettato in seguito dal congresso, è tanto più giusto in quanto orienta chiaramente verso la seconda prospettiva, la prospettiva del maturare delle condizioni di una nuova ascesa rivoluzionaria.

La seconda questione riguarda la lotta contro la socialdemocrazia. Nelle tesi di Bukharin si diceva che la lotta contro la socialdemocrazia è uno dei compiti principali delle sezioni dell'Internazionale comunista. Questo, evidentemente, è giusto. Ma è insufficiente. Perchè la lotta contro la socialdemocrazia possa svilupparsi con successo è necessario porre in modo acuto il problema della lotta contro la cosiddetta ala «sinistra» della socialdemocrazia, contro quell'ala «sinistra» che, giocando con le frasi di «sinistra» e abilmente ingannando gli operai, frena il loro distacco dalla socialdemocrazia. È chiaro che senza debellare i socialdemocratici di «sinistra» è impossibile vincere la socialdemocrazia in generale. Ciononostante, nelle tesi di Bukharin la questione della socialdemocrazia di «sinistra» era lasciata completamente in disparte. Evidentemente, questa era una grande lacuna. Perciò la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. dovette apportare alle tesi di Bukharin l'emendamento corrispondente, emendamento che è poi stato approvato dal congresso.

La terza questione riguarda le tendenze conciliatrici nei problemi dell'Internazionale comunista. Nelle tesi di Bukharin si parlava della necessità di lottare contro la deviazione di destra, ma non si faceva parola della lotta contro le tendenze conciliatrici con la deviazione di destra. Evidentemente, questa era una grande lacuna. È un fatto che quando si dichiara la guerra alla deviazione di destra, i destri, di solito, si mascherano da conciliatori e mettono il partito in una situazione difficile. Per prevenire questa manovra dei destri è necessario porre la questione d'una lotta decisa contro i conciliatori. Perciò la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. credette necessario apportare alle tesi di Bukharin l'emendamento corrispondente, emendamento che è poi stato approvato dal congresso.

La quarta questione riguarda la disciplina. Nelle tesi di Bukharin non si faceva allusione alla necessità di mantenere una disciplina di ferro nei partiti comunisti. Neppure questa era una lacuna di poca importanza. Perchè? Perchè nel periodo in cui si intensifica la lotta contro la deviazione di destra, nel periodo in cui si applica la parola d'ordine dell'epurazione dei partiti comunisti dagli elementi opportunisti, i destri, di solito, si organizzano in frazione, creano la loro propria disciplina di frazione, mentre spezzano e distruggono la disciplina del partito. Per preservare il partito dalle manovre frazioniste dei destri è necessario porre la questione dell'esistenza di una disciplina di ferro nel partito e della sottomissione incondizionata dei membri del partito a questa disciplina. Senza questo è inutile pensare a una lotta seria contro la deviazione di destra. Perciò la delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. apportò alle tesi di Bukharin l'emendamento corrispondente, emendamento che è poi stato approvato dal VI Congresso.

Potevamo noi esimerci dall'apportare questi emendamenti alle tesi di Bukharin? È chiaro che non lo potevamo. Anticamente si diceva a proposito del filosofo Platone: «Amiamo Platone, ma la verità l'amiamo ancor di più». Lo stesso si potrebbe dire di Bukharin: «Amiamo Bukharin, ma la verità, il partito, l'Internazionale comunista, li amiamo ancor di più». Perciò la delegazione del Partito comunista dell'U.R.S.S. si è vista costretta ad apportare questi emendamenti alle tesi di Bukharin.

Questa è stata, per cosi dire, la prima tappa dei nostri disaccordi circa le questioni dell'Internazionale comunista.

La seconda tappa dei nostri disaccordi è legata al cosiddetto affare Wittorf e Thälmann. Wittorf è l'ex segretario dell'organizzazione di Amburgo, accusato di aver dilapidato del denaro appartenente al partito, ciò che gli valse di essere espulso dal partito. I conciliatori, nel Comitato centrale del Partito comunista tedesco, sfruttando le relazioni esistenti tra Wittorf e il compagno Thälmann, sebbene il compagno Thälmann non avesse niente a che fare col delitto di cui si era reso colpevole Wittorf, trasformarono l'affare Wittorf in un affare Thälmann e si accinsero a rovesciare la direzione del Partito comunista tedesco. Certamente sapete, dalle notizie dei giornali, che i conciliatori Ewert e Gerhart riuscirono, allora, a trascinare temporaneamente dietro a sè la maggioranza del Comitato centrale del Partito comunista tedesco contro il compagno Thälmann. E che fecero? Esclusero Thälmann dalla direzione, lo incolparono di corruzione e pubblicarono una risoluzione «corrispondente», all'insaputa e senza la sanzione del Comitato esecutivo dell'Internazionale comunista, in tal modo, invece di adempiere le direttive del VI Congresso dell'Internazionale comunista circa la lotta contro le tendenze conciliatrici, invece di combattere la deviazione di destra e le tendenze conciliatrici, si giunse, in pratica, alla più grossolana violazione di queste direttive, si condusse una lotta contro la direzione rivoluzionaria del Partito comunista tedesco, una lotta contro il compagno Thälmann, allo scopo di coprire la deviazione di destra e di dare il sopravvento alle tendenze conciliatrici nelle file dei comunisti tedeschi.

Ed ecco che, invece di dare un colpo di timone e ristabilire la situazione, invece di rimettere in vigore le direttive del VI Congresso violate in questo modo, invece di richiamare all'ordine i conciliatori, Bukharin propone, nella lettera che conoscete, di sanzionare il colpo di mano dei conciliatori, di confidare il Partito comunista tedesco ai conciliatori, e di bollare nuovamente il compagno Thälmann nella stampa, dichiarandolo ancora una volta colpevole. E questo si chiama un «dirigente» dell'Internazionale comunista! È possibile che vi siano sulla terra dei «dirigenti» di questo stampo?

Il Comitato centrale ha esaminato la proposta di Bukharin e l'ha respinta. Questo, si capisce, non ha fatto piacere a Bukharin. Ma di chi la colpa? Le decisioni del VI Congresso sono state approvate non già per essere violate, bensì per essere applicate. Se il VI Congresso ha deciso di dichiarare la lotta alla deviazione di destra e alle tendenze conciliatrici, mantenendo alla direzione il nucleo fondamentale del Partito comunista tedesco con il compagno Thälmann alla testa, e ai conciliatori Ewert e Gerhart è venuto in mente di passar sopra a questa decisione, il dovere di Bukharin era di richiamare all'ordine i conciliatori e non di lasciar loro la direzione del Partito comunista tedesco. La colpa è di Bukharin, che ha «dimenticato» le decisioni del VI Congresso.

La terza tappa dei nostri disaccordi è legata alla questione della lotta contro i destri nel Partito comunista tedesco, alla questione della disfatta della frazione di Brandler e di Thalheimer e dell'espulsione dal Partito comunista tedesco dei dirigenti di questa frazione. La «posizione» di Bukharin e dei suoi amici in questa questione cardinale è consistita nell'essersi sempre rifiutati di partecipare alla soluzione di questo problema. In sostanza si decideva delle sorti del Partito comunista tedesco. Ma Bukharin e i suoi amici, pur sapendo come stavano le cose, hanno continuamente messo i bastoni tra le ruote, rifiutandosi sistematicamente di partecipare alle sedute delle istanze competenti. E perchè? Certamente per poter rimanere «immacolati» e davanti all'Internazionale comunista e davanti ai destri del Partito comunista tedesco. Per poter poi dire: «Non siamo stati noi, bukhariniani, ma è stata la maggioranza del Comitato centrale che ha espulso Brandler e Thalheimer dal partito comunista». E questo si chiama lottare contro il pericolo di destra !

Infine, la quarta tappa dei nostri disaccordi. Essa è legata alla richiesta fatta da Bukharin, prima dell'Assemblea plenaria del Comitato centrale di novembre, di allontanare dalla Germania Neumann e di richiamare all'ordine il compagno Thälmann, reo, a quanto pare, di aver criticato in uno dei suoi discorsi il rapporto di Bukharin al VI Congresso. Noi, naturalmente, non potevamo dichiararci d'accordo con Bukharin, non avendo nelle mani assolutamente nessun documento a sostegno della richiesta di Bukharin. Bukharin aveva promesso di presentare dei documenti contro Neumann e Thälmann. Però non ha presentato nessun documento. Invece dei documenti ha mandato ai membri della delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. il noto discorso di Humbert-Droz alla segreteria politica del Comitato esecutivo dell'Internazionale comunista, quel discorso che il Presidium del Comitato esecutivo dell'Internazionale comunista ha qualificato, in seguito, come un discorso opportunista. Inviando il discorso di Humbert- Droz ai membri della delegazione del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. e raccomandandolo come materiale contro Thälmann, Bukharin voleva dimostrare la giustezza della sua richiesta di allontanare Neumann e di richiamare all'ordine il compagno Thälmann. In realtà, invece, egli ha dimostrato di essere solidale con Humbert-Droz, le cui posizioni sono considerate dal Comitato esecutivo dell'Internazionale comunista come posizioni opportuniste.

Ecco, compagni, i punti principali dei nostri disaccordi circa le questioni dell'Internazionale comunista.

Bukharin pensa che, conducendo la lotta contro la deviazione di destra e le tendenze conciliatrici verso di essa nelle sezioni dell'Internazionale comunista, epurando il partito tedesco e il partito cecoslovacco dagli elementi e dalle tradizioni socialdemocratiche, cacciando dai partiti comunisti i Brandler e i Thalheimer, noi «disgreghiamo» l'Internazionale comunista, noi «roviniamo» l'Internazionale comunista. Noi pensiamo, al contrario, che, conducendo questa politica e ponendo in modo acuto la questione della lotta contro la deviazione di destra e contro le tendenze conciliatrici verso di essa, consolidiamo l'Internazionale comunista, la epuriamo dagli opportunisti, bolscevizziamo le sue sezioni e aiutiamo i partiti comunisti a preparare la classe operaia ai prossimi scontri rivoluzionari.

Voi vedete che non si tratta di semplici sfumature che si manifestino nelle file del Comitato centrale del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S., ma di disaccordi abbastanza seri circa le questioni cardinali della politica dell'Internazionale comunista.

[continua la lettura: III I disaccordi in materia di politica interna]